Il 24 luglio del 2025 è il giorno dell’ Earth Overshoot Day, la Terra ha già esaurito tutte le risorse che è in grado di rigenerare in un anno, uno dei giorni più anticipati di sempre. Questa data simbolica, segna il momento in cui il nostro consumo annuale di risorse naturali supera la capacità del pianeta di rigenerarle.
Questa soglia critica viene calcolata ogni anno dal Global Footprint Network, grazie ai dati a disposizione sui Conti Nazionali dell’Impronta Ecologica e della Biocapacità, elaborati in collaborazione con la York University. In parole semplici, significa che stiamo vivendo a credito ecologico per oltre cinque mesi l’anno.
Che cosa si intende per sovrasfruttamento della Terra?
Significa che l’umanità consuma 1,8 volte la quantità di risorse che la Terra può rigenerare annualmente. Emettiamo più CO₂ di quanto gli ecosistemi possano assorbire, abbattiamo più alberi di quanti ne possano ricrescere, preleviamo più acqua e pesci di quanti i cicli naturali riescano a rigenerare. Ogni anno, il capitale naturale della Terra si riduce. Questo impoverimento colpisce tutti, ma in modo particolare chi ha già difficoltà ad accedere a risorse essenziali come cibo, energia, aria pulita e acqua potabile.
Il sovrasfruttamento non è solo un problema ambientale; è la radice della perdita di biodiversità, dell’esaurimento delle risorse, della crisi climatica e della deforestazione. E’ anche una minaccia sociale ed economica: crea insicurezza alimentare, stagnazione economica, crisi sanitarie, tensioni geopolitiche e conflitti.
L’Earth Overshoot Day è l’esempio perfetto di un fallimento sistemico del mercato: le risorse naturali vengono sfruttate senza tener conto del loro valore reale, né dei costi sociali e ambientali legati al loro degrado.
Invertire la rotta è possibile:
Il Global Footprint Network ha identificato oltre 100 soluzioni già disponibili per #MoveTheDate, ovvero per posticipare la data del sovrasfruttamento della Terra. Le aree d’intervento chiave sono:
Un esempio concreto? Se riuscissimo a dimezzare le emissioni di CO₂ da combustibili fossili, potremmo spostare in avanti l’Overshoot Day di ben 93 giorni.
Sempre più imprese stanno adottando strategie per ridurre la propria impronta ecologica e creare valore in modo sostenibile. Tuttavia, molte si scontrano ancora con il cosiddetto “dilemma del free-rider”: la convinzione che agire per la sostenibilità sia inutile o troppo oneroso se gli altri non fanno lo stesso. Questo approccio rallenta l’innovazione e la transizione ecologica.
I crediti di carbonio rappresentano una risposta concreta e misurabile: permettono alle aziende di compensare parte delle proprie emissioni finanziando progetti certificati di riduzione o rimozione della CO₂, come il rimboschimento, l’agricoltura rigenerativa o le tecnologie di cattura delle emissioni di carbonio. Oltre a generare benefici ambientali, questi strumenti aiutano le imprese a:
Il 24 luglio 2025 è un campanello d’allarme, ma anche una chiamata all’azione. Possiamo ancora invertire la tendenza. Le soluzioni esistono e sono alla nostra portata. La transizione verso un’economia rigenerativa non è solo urgente: è possibile, vantaggiosa e necessaria.